Le campagne

Le campagne associative Asmel sono uno strumento fondamentale di relazione tra i Comuni soci e la generalità del mondo politico, istituzionale e della società.
In particolare, le class action sostenute da Asmel puntano alla salvaguardia dell’autonomia dei Comuni sempre più stretti da misure di emergenza e politiche aleatorie come quelle sull’associazionismo obbligatorio di funzioni tra i piccoli Comuni, palesemente inapplicabili, diseconomiche e lesive dell’autonomia costituzionale dei Comuni Italiani.

Gli adempimenti burocratici rappresentano ormai l’attività più assorbente che grava in capo ai dipendenti pubblici. Le responsabilità dirigenziali si misurano non in base ai risultati conseguiti ma in base ad adempimenti formali, spesso ridondanti ed autoreferenziali. ASMEL ha censito circa 1120 adempimenti che appesantiscono il lavoro degli uffici comunali. In primis quelli amministrativi e finanziari, per non parlare degli adempimenti imposti ai responsabili degli appalti, chiamati a caricare dati e informazioni su tutti i distinti portali statali soltanto perché questi non prevedono un’automatica condivisione delle banche dati. A ciò si aggiunge un’inflazione normativa senza precedenti.


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Oggi in Italia è praticamente impossibile che un Sindaco sia eletto in Parlamento. I vincoli alla candidabilità e alla eleggibilità proteggono i politici nazionali dalla "concorrenza" di amministratori locali radicati nel territorio. Eppure in Italia la classe dirigente locale è selezionata sulla base del confronto politico e sulla capacità del "fare".  A dispetto di tante prescrizioni, imposizioni e formalismi tipici dell'italico bigottismo normativo.  Oggi il dibattito è più che mai acceso sulla riforma del sistema elettorale, quanto meno per rendere omogenei quelli di Camera e Senato. Un'occasione per cancellare l'incandidabilità e l'ineleggibilità dei Sindaci e portare i Sindaci in Parlamento. Un efficace antidoto al bigottismo normativo.


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Da tutt’Italia riceviamo segnalazioni di Sindaci, ufficiali di Governo in materia statistica, raggiunti da multe (euro 1032) per aver omesso di fornire i dati e le notizie richieste sulla rilevazione statistica sui permessi a costruire. Sulla base delle segnalazioni sinora raccolte, stimiamo in poco meno di 1500 i Comuni coinvolti.  La norma violata sarebbe il D.lgs. 322/1989 che istituisce il SISTAN, Sistema Statistico Nazionale, di cui fanno parte ISTAT, gli Uffici di statistica della PA centrale, di altri Enti pubblici e degli Enti locali, che operano seguendo le direttive del Comitato di indirizzo e coordinamento, in cui siedono tre rappresentanti ANCI. Senonché, in applicazione di questa norma, l’art. 12 del TUEL  prescrive il dialogo in automatico tra i software comunali e quelli ISTAT e rinvia le misure necessarie in capo alla Conferenza Unificata, sempre presidiata da ANCI, che invece ha nicchiato scaldando la sedia, anzi le sedie.
Se i Sindaci coinvolti non hanno alternative al ricorso, nei 30 giorni, al Prefetto ASMEL attiverà tutte le iniziative, per una soluzione politica pena una grave perdita di credibilità per tutta la PA. Se, come spesso avviene, ANCI si intesterà la vittoria, saremo comunque soddisfatti.


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L’Ordinanza del TAR Lazio n. 1027 del 20 gennaio 2017 accoglie il ricorso promosso da ASMEL per l’affermazione dell’incostituzionalità della norma sull’accorpamento coatto dei Comuni con meno di 5mila abitanti. Il TAR ha ritenuto «rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale», avanzata da ASMEL, ordinando l’immediata trasmissione degli atti alla Suprema Corte, evidenziando il contrasto con gli artt. 3, 5, 77, 95, 97, 114, 117 e 118 della Costituzione.


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Il 2 maggio 2016 oltre 500 amministratori e funzionari locali intervenuti al Forum Asmel 2016 hanno approvato il Manifesto a sostegno delle ragioni dell’integrità e dell’autonomia dei Comuni medi e piccoli. Il Manifesto, condiviso con ANPCI reclama anche una presenza diretta dei Sindaci a Roma senza deleghe a nessuno. Se sarà varato il Senato delle Autonomie, si tratterà di un’occasione unica perché essi possano divenire protagonisti nel varo delle leggi sulle autonomie locali. Abituati a misurarsi direttamente con i problemi dei territori, innesterebbero nella legislazione l’esperienza del “concreto amministrare”. Occorre incidere sulla legge prevista nella nuova Costituzione per l’elezione dei Senatori e ottenere una vasta rappresentanza proporzionale dei Comuni piccoli e medi che possa affiancarsi ai 21 Sindaci dei Comuni capoluogo di Regione, già previsti. 


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