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Multe ISTAT ai Sindaci. ANCI con il cappello in mano

Con un Comunicato, trasmesso ieri a tutti i Sindaci d’Italia, ANCI ricorda che si sta attivando in tutte le sedi politico-istituzionali al fine di evitare ai Comuni il pagamento delle sanzioni per l'anno 2015 comminate per la mancata ottemperanza all'obbligo di trasmissione all'Istat dei dati riguardanti i permessi di costruire.
Ma prosegue riconoscendo candidamente di non esserci riuscita e di temere di non farcela: In particolare, a questo riguardo, i Comuni sanzionati al di sotto dei 5.000 abitanti sono incoraggiati a richiedere audizione ai Prefetti, in contradditorio con Istat, alla luce di ulteriori motivazioni attinenti alle ridotte dotazioni organiche dei piccoli Comuni, emerse anche grazie alle collaborazioni istituzionali promosse da Anci nelle scorse settimane.
Non c’è bisogno di incoraggiare nessuno. La procedura attivata da ISTAT, prevede che i sanzionati possano presentare controdeduzioni e chiedere di essere ascoltati di persona dal Prefetto. Esattamente, come indicato nello schema di ricorso predisposto da ASMEL e fatto proprio da centinaia di Sindaci. Le argomentazioni presentate sono molto più incisive rispetto al generico appiglio sulle carenze di organico, ben note da sempre e che ANCI dichiara incredibilmente di aver fatto emergere grazie al lavoro svolto nelle ultime settimane. In ogni caso, la legge lascia ogni decisione in capo ai Prefetti, che potranno controbattere con un dura lex, sed lex, ovvero prendere atto delle controdeduzioni, con il rischio di determinare risultati diversi da Provincia a Provincia.
Come noto, la legge che ha generato le sanzioni è la n. 322 del 1989, quando non si sapeva nemmeno che sarebbe nato Internet. Vero che chi ha firmato le multe, mostra di non essersene accorto nemmeno oggi. Ma la stessa legge ha anche istituito il SISTAN, il Sistema Statistico Nazionale, che raggruppa le PA centrali e locali assieme ad ISTAT. Con un comitato di coordinamento in cui siedono ben quattro rappresentanti ANCI, che evidentemente scaldano solo le sedie. Ma nel 2000 è stato varato il TUEL, che all’art. 12 stabilisce che i software comunali e quelli ISTAT “dialoghino” telematicamente e che le modalità operative vengano definite in sede di Conferenza Unificata, stabilmente presidiata da ANCI. Non basta. A marzo 2016, viene siglato un protocollo di intesa tra ANCI e ISTAT, con un Comitato con tre rappresentanti ANCI. Ad ottobre dello stesso anno, ISTAT pubblica sul proprio sito un Comunicato che esalta lo spirito di collaborazione tra le parti. Nello stesso mese partono le diffide rivolte a circa 1500 Comuni!
Tutto in applicazione di un apposito DPR, scritto in linguaggio involuto e difficilmente decrittabile, dove non basta la diligenza del buon padre di famiglia per scoprire che in una tabella allegata, scatta l’obbligo sanzionatorio. Tra i Comuni multati oltre a quelli piccoli vi sono anche quelli con dimensioni demografiche anche prossimi ai 100mila.
Peraltro, ISTAT ha indirizzato le multe direttamente ai Sindaci, che, nella loro qualità di Ufficiali di Governo, sovraintendono agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia di statistica (art. 54, comma 3 TUEL). Con il rischio di determinare l’intervento della Corte dei Conti, nei Comuni che intendano chiudere la vicenda pagando le 1036 euro di multa.
In definitiva, occorre necessariamente una soluzione politica per il passato e ASMEL è pronta a sostenere l’azione di ANCI in tale direzione.
Per il futuro, è sufficiente che ISTAT indichi l’indirizzo internet dove ricevere in automatico le informazioni richieste, indicandone il formato. Tutti i Comuni, anche i piccolissimi, sono dotati di albo pretorio elettronico, dove per legge devono pubblicare i permessi a costruire. Con la stessa procedura con la quale effettuano le pubblicazioni possono trasferire le informazioni richieste ad ISTAT. I software utilizzati possono essere predisposti agevolmente allo scopo, senza alcun costo per i Comuni. Esattamente come già avviene con l’Agenzia delle Entrate, che a differenza di ISTAT, mostra di conoscere le funzionalità di Internet.

>>Scarica il Comunicato

 

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>> Trasmissione all’ANAC dell’elenco, in formato xml, delle gare e contratti (art.1 comma 32 della Legge 190/2012),
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>> Schema per la predisposizione del Documento Unico di Programmazione (DUP) comprensivo degli adempimenti anticorruzione,
>> Software App Anticorruzione per poter gestire concretamente le diverse attività e scadenze,
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