FORUM DELLE AUTONOMIE 2026: 30 anni di sussidiarietà e valore ai Comuni
FORUM DELLE AUTONOMIE 2026: 30 anni di sussidiarietà e valore ai Comuni
FORUM DELLE AUTONOMIE 2026: 30 anni di sussidiarietà e valore ai Comuni
- Eventi Associativi
FORUM DELLE AUTONOMIE 2026: 30 anni di sussidiarietà e valore ai Comuni
Si è svolto oggi, 29 maggio, a Napoli il Forum delle Autonomie 2026, l’appuntamento con cui ASMEL ha celebrato trent’anni di attività associativa rilanciando, insieme agli oltre 4.800 Enti Locali soci, una riflessione sul futuro dei Comuni tra autonomia, semplificazione burocratica e tutela dei territori.
Una partecipazione andata oltre le aspettative: nonostante lo sciopero generale, centinaia di Sindaci, amministratori e funzionari locali hanno raggiunto Napoli per prendere parte ai lavori del Forum, caratterizzati da interventi in presenza e contributi da remoto di rappresentanti istituzionali, esperti e protagonisti del mondo delle autonomie locali.
«Trent’anni fa la Rete ASMEL è nata con l’idea che i Comuni non fossero una periferia amministrativa, ma il cuore operativo della Repubblica» ha dichiarato Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL. «Nel tempo quella intuizione è diventata una rete nazionale che continua a difendere autonomia, sussidiarietà e capacità decisionale dei territori contro ogni approccio centralista e dirigista».
Tra i temi centrali affrontati durante il Forum, la mobilitazione dei Comuni montani contro gli effetti della legge 131 del 2025 e del successivo DPCM di febbraio, che hanno escluso 641 Comuni storicamente riconosciuti come montani dall’elenco ufficiale, mettendo a rischio l’accesso a fondi e misure dedicate.
ASMEL ha ribadito il proprio sostegno ai Comuni coinvolti, sia sul piano istituzionale sia attraverso il supporto gratuito ai ricorsi promossi dinanzi al TAR Lazio per chiedere la sospensione del provvedimento. «La legge attuale non definisce la zona montana come una realtà socio-economica, ma come un mero dato geografico» ha sottolineato Pinto. «La ripartizione basata su pendenza e altimetria va accompagnata da graduazioni che tengano conto della fragilità dei territori e delle difficoltà economiche, sociali e amministrative che vivono molti Comuni».
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del reclutamento pubblico e alla necessità di rafforzare la cooperazione tra Enti Locali. Antonio Naddeo, Presidente ARAN, ha evidenziato come i Comuni debbano assumere un ruolo più attivo nelle politiche di assunzione, soprattutto in vista del forte ricambio generazionale previsto nei prossimi anni: «I Comuni devono uscire dalla logica passiva di chi aspetta i candidati al bando di concorso e diventare proattivi».
In questa prospettiva è stato evidenziato come Elenco Idonei ASMEL sia una procedura efficace, con già 1.700 assunzioni effettuate, capace di ridurre i tempi di reclutamento e favorire la condivisione di competenze tra Enti.
Nel corso della giornata si è parlato anche delle prospettive del dopo-PNRR, del ruolo dei Partenariati Pubblico-Privati e della rete sussidiaria per gli appalti come strumenti per costruire un vero “PNRR locale”, meno dipendente dalle logiche centraliste dei bandi ministeriali.
Ed è stato presentato inoltre ItaLink, il portale già operativo di matching trasparente tra fabbisogni delle imprese e professionisti qualificati, pensato per favorire nuove opportunità di sviluppo locale e attrazione di lavoratori agili nei territori. Sul progetto è intervenuto con un videomessaggio da Parigi il Presidente della Commissione Esteri del Senato, Maurizio Gasparri, sottolineando il valore della piattaforma nel creare connessioni internazionali e opportunità occupazionali.
A chiudere i lavori, il Presidente ASMEL Giovanni Caggiano, che ha rilanciato il valore della cooperazione istituzionale costruita dalla Rete ASMEL: «In trent’anni ASMEL ha dimostrato che i Comuni, quando fanno rete, non sono l’anello debole del sistema istituzionale, ma la sua forza più concreta. Da questa consapevolezza continua il lavoro della Rete: dare voce ai territori e costruire strumenti capaci di rendere effettiva l’autonomia locale».
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