ARERA
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La regolazione della TARI e delle componenti perequative introdotte da ARERA sta producendo effetti sempre più rilevanti sulla gestione finanziaria dei Comuni. Negli ultimi anni, gli Enti locali si sono trovati ad affrontare nuovi adempimenti, anticipazioni di cassa e complessità operative che rischiano di compromettere gli equilibri di bilancio, soprattutto nei territori caratterizzati da elevati livelli di morosità e da strutture amministrative ridotte.
Al centro delle criticità vi è il meccanismo previsto da ARERA per le componenti perequative del servizio rifiuti, che impone ai Comuni di riversare determinate somme alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) sulla base degli importi bollettati ai cittadini e non di quelli effettivamente riscossi. Un sistema che trasferisce sugli enti il rischio della morosità e li obbliga ad anticipare risorse che potrebbero non essere mai incassate.
Secondo ASMEL, tale impostazione genera tensioni di liquidità, incremento del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, possibili debiti fuori bilancio e ulteriori oneri amministrativi. A ciò si aggiungono dubbi sulla legittimità del sistema, poiché l'articolo 23 della Costituzione stabilisce che le prestazioni patrimoniali imposte ai cittadini devono trovare fondamento nella legge e non esclusivamente in atti regolatori.
Per queste ragioni, nell'ottobre 2025 ASMEL ha presentato ad ARERA e CSEA un'istanza di autotutela, chiedendo il superamento del criterio del "bollettato" in favore di quello dell'effettivamente riscosso, l'introduzione di correttivi per le somme inesigibili e l'apertura di un Tavolo Tecnico dedicato alla definizione di regole sostenibili per i Comuni. Parallelamente, l'Associazione ha messo a disposizione degli enti associati il patrocinio legale gratuito.
Il dialogo con ARERA è poi entrato in una fase più strutturata quando l'Autorità ha invitato ASMEL a confrontarsi sui principali temi dei settori regolati. In quella sede l'Associazione ha riportato al centro dell'attenzione la questione delle componenti perequative, evidenziando come il sistema attuale attribuisca ai Comuni un ruolo improprio di anticipatori finanziari del sistema nazionale.
Da questo confronto sono emersi anche primi risultati concreti. Tra questi, la revisione delle modalità applicative del Bonus Sociale Rifiuti e la modifica del metodo di calcolo della componente UR3, che ha recepito una delle richieste avanzate da ASMEL evitando che il costo della misura ricadesse indirettamente sui bilanci comunali. Un intervento importante, che ha dimostrato la possibilità di correggere gli aspetti più critici della regolazione.
In questo percorso si inserisce anche l'audizione ufficiale del 23 aprile 2026 presso il Collegio dell'Autorità, durante la quale ASMEL ha rappresentato le esigenze degli oltre 4.800 Comuni associati, ribadendo la necessità di superare il criterio del bollettato per le componenti UR1 e UR2. L'incontro ha segnato un passaggio rilevante perché ARERA ha comunicato che le osservazioni formulate dall'Associazione saranno considerate nella definizione del nuovo Piano Strategico dell'Autorità.
Per ASMEL, tuttavia, le aperture istituzionali devono tradursi rapidamente in misure operative concrete. Per questo, dopo l'audizione, l'Associazione ha trasmesso una nuova nota formale al Presidente dell'Autorità e ai componenti del Collegio, estendendo il confronto anche alle modalità di applicazione del Bonus Sociale Rifiuti.
L'intervento nasce dall'esigenza di evitare che i Comuni siano costretti a riconoscere gli sconti relativi all'annualità 2025 entro il 30 giugno 2026, quando il procedimento di approvazione delle tariffe TARI 2026 non è ancora concluso. Tale sovrapposizione rischia infatti di determinare doppie bollettazioni, conguagli, ricalcoli e ulteriori adempimenti amministrativi, soprattutto per i piccoli Comuni.
Per superare queste criticità ASMEL ha proposto di unificare al 30 settembre 2026 il termine per il riconoscimento del bonus, limitatamente alla prima annualità applicativa, e ha chiesto l'adozione di una guida operativa unica per uniformare la gestione dei flussi SGAte, delle banche dati ATRIF e delle procedure di riconoscimento delle agevolazioni.
Rimane infine centrale la richiesta di una revisione complessiva delle componenti perequative UR1 e UR2. ASMEL continua a sostenere che i Comuni non possano essere chiamati ad anticipare somme non ancora riscosse dai contribuenti, assumendosi rischi finanziari che non appartengono alla loro funzione istituzionale.
Per questo l'Associazione ha chiesto l'attivazione immediata di un Tavolo Tecnico congiunto tra ARERA, CSEA ed Enti locali finalizzato a definire il passaggio definitivo al criterio del riscosso e a costruire regole contabili compatibili con gli equilibri finanziari comunali.
La campagna promossa da ASMEL prosegue con l'obiettivo di garantire che le misure di solidarietà e perequazione previste dal sistema nazionale siano realmente sostenibili per gli Enti locali e non si traducano in nuovi oneri a carico dei bilanci comunali. I primi risultati ottenuti dimostrano che il confronto istituzionale può produrre cambiamenti concreti, ma l'Associazione continuerà a vigilare affinché le aperture registrate trovino piena attuazione a tutela dei Comuni, dei cittadini e della stabilità finanziaria degli enti.