SORRENTINO E L'ELOGIO DELLA BUROCRAZIA BUONA

Il regista sostiene che la burocrazia, spesso odiata per la sua lentezza, sia in realtà fondamentale. Serve a prevenire decisioni affrettate, consentendo un periodo di riflessione supplementare.

SORRENTINO E L'ELOGIO DELLA BUROCRAZIA BUONA

Il regista sostiene che la burocrazia, spesso odiata per la sua lentezza, sia in realtà fondamentale. Serve a prevenire decisioni affrettate, consentendo un periodo di riflessione supplementare.

SORRENTINO E L'ELOGIO DELLA BUROCRAZIA BUONA

Il regista sostiene che la burocrazia, spesso odiata per la sua lentezza, sia in realtà fondamentale. Serve a prevenire decisioni affrettate, consentendo un periodo di riflessione supplementare.

Esiste una burocrazia "buona"? Il tema nasce da una provocatoria intervista di Paolo Sorrentino, rilasciata qualche tempo fa ad Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera.
Il dialogo del giornalista col regista ruota intorno alle tematiche del film "La grazia". Nel titolo dell’articolo che sembra un pugno nello stomaco a chi combatte il mostro che complica la vita di tutti i giorni di cittadini , imprese ed enti pubblici colpisce la frase: "Preferisco la burocrazia".
Epperò chi ha visto il bel film ,nel momento in cui approfondisce le parole di Sorrentino ,comprende che il regista si sta riferendo non tanto ad ostacoli inutili da superare con una semplificazione delle procedure, che sarebbe difficile preferire, quanto ai tempi che può prendersi un soggetto istituzionale, nel caso della pellicola in questione il Presidente della Repubblica .

Come le grazie da concedere o negare o la firma sulla legge che regola il fine vita su cui Tony Servillo il protagonista che interpreta il Capo dello Stato s’interroga con sofferenza su quali potrebbero essere le valutazioni del popolo ,sentendosi nella tenaglia fra essere considerato un torturatore non dando il suo assenso o viceversa un assassino consentendo l ‘eutanasia. Appare chiaro collegando l ‘espressione artistica cinematografica all’intervista che il tema non è dunque la burocrazia che in effetti Sorrentino non difende, quanto la velocità. Ovvero uno dei principali problemi dell‘ era del web e dei social, l’epoca in cui non si pensa abbastanza e nemmeno si scrive quasi più una lettera .Elogiare la riflessione non significa assolvere le forme asfissianti adottate dal burosauro, che siamo certi Sorrentino rappresenterebbe da par suo ,con le metafore che usa in maniera sublime come anche noi l’immaginiamo : un mostro da abbattere.