RIFORMA MONTAGNA, CALDEROLI SE LA CANTA E SE LA SUONA E ANCI… APPLAUDE

Oltre 600 Comuni italiani sono stati cancellati dall’elenco dei Comuni montani perdendo così il diritto a fruire delle agevolazioni statali studiate per venire incontro alle fragilità tipiche di chi ha difficoltà a essere raggiunto ed è esposto al rischio di emorragia di residenti

RIFORMA MONTAGNA, CALDEROLI SE LA CANTA E SE LA SUONA E ANCI… APPLAUDE

Oltre 600 Comuni italiani sono stati cancellati dall’elenco dei Comuni montani perdendo così il diritto a fruire delle agevolazioni statali studiate per venire incontro alle fragilità tipiche di chi ha difficoltà a essere raggiunto ed è esposto al rischio di emorragia di residenti

RIFORMA MONTAGNA, CALDEROLI SE LA CANTA E SE LA SUONA E ANCI… APPLAUDE

Oltre 600 Comuni italiani sono stati cancellati dall’elenco dei Comuni montani perdendo così il diritto a fruire delle agevolazioni statali studiate per venire incontro alle fragilità tipiche di chi ha difficoltà a essere raggiunto ed è esposto al rischio di emorragia di residenti

Oltre 600 Comuni italiani sono stati cancellati dall’elenco dei Comuni montani perdendo così il diritto a fruire delle agevolazioni statali studiate per venire incontro alle fragilità tipiche di chi ha difficoltà a essere raggiunto ed è esposto al rischio di emorragia di residenti.

Intanto alla Camera si è ripetuto un copione già visto: il Ministro Calderoli (Lega) si è fatto interrogare dall’onorevole Barabotti (Lega) e altri dello stesso gruppo parlamentare per poter spiegare quanto sia bella la nuova classificazione. Si prepara la domanda in casa per darsi la risposta da solo, confermando che il righello ha funzionato a dovere e che la "sforbiciata" è un atto di buonsenso.

I Comuni esclusi, orfani di difesa

Calderoli opera col righello, imponendo più stringenti limiti di altitudine e di pendenza per ridurre il numero di iscritti all’Elenco. Prima ha provato a cancellare il 30% degli iscritti e poi, a seguito delle proteste – a cominciare da quelle di Asmel, pubblicata nei giorni scorsi sul MATTINO – taglia “solo” il 15% abbassando i parametri per l’iscrizione. Addirittura, si è vantato di aver portato la soglia minima a 350 mt. Così ha fatto rientrare comuni collinari, non propriamente fragili, come Cortina sulla Strada del Vino (221 metri sul livello del mare), Gera Lario (302 metri slm) o Germignaga (382 metri slm), tutti con redditi in linea con la media nazionale e basso indice di fragilità comunale, mentre restano esclusi Comuni dove i residenti registrano tassi di reddito sotto soglia di povertà Umbriatico, Terravecchia o Scala Coeli e dove l’indice di fragilità comunale registra il limite massimo.

Il dato esilarante, non per i territori, è l’assordante silenzio di chi dovrebbe protestare. Il presidente di Anci, Gaetano Manfredi, non solo non alza le barricate per i 637 enti espulsi dal "club delle vette", ma parla addirittura di un "risultato politico importante". Secondo la visione del vertice di Anci, essere stati messi fuori dal recinto statale è un successo, perché tanto ci penseranno le Regioni con le loro "briciole" del fondo Fosmit a non far sentire troppo il dolore del declassamento.

In questo clima di pacche sulle spalle tra Ministero e Anci Nazionale, gli unici a rimanere al freddo sono i sindaci dei territori "fantasma" in 18 regioni d’Italia, i quali scoprono che la loro fragilità non conta nulla di fronte ai parametri geomorfologici approvati con il consenso di chi doveva tutelare i meno fortunati.

Il Ministro si vanta dell'accordo raggiunto "all'unanimità". Certo: se ai tavoli siedono solo "i soliti noti", l'intesa è garantita. Peccato che fuori dal palazzo rimangano centinaia di enti declassati a comuni di serie B, con il reddito pro-capite basso e i servizi in bilico, mentre Anci festeggia una riforma che, nei fatti, li ha "ghigliottinati" con il sorriso sulle labbra.