PROROGHE ARERA: ASMEL AVEVA RAGIONE. ORA SI AFFRONTINO I NODI STRUTTURALI SU TARI E BILANCI

L’Autorità accoglie il rinvio al 30 settembre confermando l’allarme lanciato da ASMEL, che avverte: «Non basta spostare le lancette, serve il criterio del riscosso e il rispetto della Costituzione».

PROROGHE ARERA: ASMEL AVEVA RAGIONE. ORA SI AFFRONTINO I NODI STRUTTURALI SU TARI E BILANCI

L’Autorità accoglie il rinvio al 30 settembre confermando l’allarme lanciato da ASMEL, che avverte: «Non basta spostare le lancette, serve il criterio del riscosso e il rispetto della Costituzione».

PROROGHE ARERA: ASMEL AVEVA RAGIONE. ORA SI AFFRONTINO I NODI STRUTTURALI SU TARI E BILANCI

L’Autorità accoglie il rinvio al 30 settembre confermando l’allarme lanciato da ASMEL, che avverte: «Non basta spostare le lancette, serve il criterio del riscosso e il rispetto della Costituzione».

L’Autorità accoglie il rinvio al 30 settembre confermando l’allarme lanciato da ASMEL, che avverte: «Non basta spostare le lancette, serve il criterio del riscosso e il rispetto della Costituzione».

Il recente provvedimento con cui ARERA ha differito al 30 settembre 2026 il termine per la trasmissione dei corrispettivi del settore rifiuti non è una sorpresa. Si tratta di una apertura istituzionale i cui segnali erano stati colti da ASMEL già nel corso dell’Audizione presso il Collegio ARERA dello scorso 23 aprile, quando l’Associazione aveva denunciato la concentrazione di adempimenti (PEF, tariffe 2026, TQRIF e Bonus Sociale) che rendeva le scadenze del 15 luglio del tutto irrealistiche. Oggi il rinvio della trasmissione dati sulla ricognizione concede ossigeno agli uffici, ma resta intatto il vero nodo strutturale: l’illegittimità del criterio del "bollettato". Il problema centrale per i Comuni non è solo quando inviare i dati, ma quanto versare!

Nel corso dell’Audizione, ASMEL aveva infatti denunciato l’insostenibilità dell’obbligo di versamento del “non riscosso per riscosso”  e dell’introduzione di un’addizionale (la componente UR2, eventi calamitosi). Quest’ultima appare come una gabella introdotta per via meramente regolatoria, priva di quel rango di legge necessario per incidere sul patrimonio di cittadini e Comuni. Lo stabilisce in modo esplicito l’articolo 23 della Costituzione.

In quella sede, ARERA aveva manifestato segnali di apertura affermando di voler inserire la valutazione delle rivendicazioni ASMEL all'interno del nuovo Piano Strategico.

In definitiva,  non ci fermiamo ai risultati parziali: l'obiettivo resta la piena sostenibilità finanziaria e normativa degli Enti locali. La battaglia continuerà finché il criterio del "riscosso" non sarà la regola e la certezza del diritto non sarà ripristinata.