COTTARELLI. MENO REGOLE INUTILI
COTTARELLI. MENO REGOLE INUTILI
COTTARELLI. MENO REGOLE INUTILI
Il governo valuta lo scostamento di bilancio e lo chiede all'Europa.
«Dovrebbe, invece, ridurre la burocrazia con un piano a scadenze precise, estendere, come è stato annunciato dalla premier, la Zes a tutta Italia, le imprese non si aiutano con i sussidi, ma semplificando la burocrazia e tagliando le tasse. Lo Stato non è lì per darti un aiutino, ma per dare a tutti una possibilità. Vorrei che il governo capisse quali sono le priorità vere, a cominciare da un piano per l’immigrazione per i prossimi dieci anni che si può fare subito».
A parlare è l’economista Carlo Cottarelli. Quanto alla recessione, “meglio una depressione”, Cottarelli suggerisce alcune linee guida per tornare a crescere, a partire da un «drastico taglio alla burocrazia: meno regole inutili e meno moduli inutili».
Lei è stato l’uomo della spending review, quanto fu possibile tagliare?
«È stato fatto poco, per poter fare una revisione della spesa devi avere un mandato politico come l’ha avuto Milei: l’hanno eletto, è andato lì con la motosega e ha tagliato la spesa pubblica argentina. Sa di quanto? In proporzione, come se si tagliassero 350 miliardi in un anno in Italia. Noi quando facciamo una revisione della spesa risparmiamo 1 miliardo e mezzo».
Il Pnrr è stato gestito male?
«Inutile dare la colpa a questo governo o a quell’altro: alla fine è l’elettorato italiano che vota – e forse l’invecchiamento della popolazione e il calo demografico incidono – e vota partiti che promettono di dare qualcosa nell’immediato senza curare i problemi di fondo come l’eccesso di burocrazia, la tassazione che è troppo alta perché bisogna ridurre la spesa, il problema dell’energia dove i veti incrociati impediscono di fare cambiamenti, l’assenza di un piano sull’immigrazione. Paesi del sud Europa, che magari hanno passato un periodo più difficile del nostro, come la Grecia e il Portogallo, adesso riescono a crescere al 2% e la Spagna cresce al 3%, stanno in surplus, l’Italia l’ultima volta che è stata in pareggio di bilancio è stato nel 1925».
(estratto da Quotidiano Nazionale e Fortune Italia)