COMUNI MONTANI: OLTRE 170 CONTRO IL NUOVO ELENCO
COMUNI MONTANI: OLTRE 170 CONTRO IL NUOVO ELENCO
COMUNI MONTANI: OLTRE 170 CONTRO IL NUOVO ELENCO
«La legge non considera la zona montana come una realtà socio-economica, non un mero dato geografico. Per cui la ripartizione con pendenza ed altimetria va accompagnata da graduazioni, come ad esempio quella rappresentata dall’Indice di Fragilità Comunale (IFC) elaborato dall’Istat, che misura l’esposizione dei territori ai rischi di origine naturale e antropica e a condizioni di criticità connesse con le principali caratteristiche demo-sociali della popolazione e del sistema economico-produttivo». Così Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL, in una dichiarazione rilasciata a Il Mattino. Il quotidiano da tempo sta seguendo l’iter che ha accompagnato la formazione del nuovo elenco dei Comuni montani in attuazione della legge Calderoli (131/2025), fino ai ricorsi presentati contro la deliberazione del Consiglio dei ministri dello scorso 18 febbraio, che ha declassato oltre 600 campanili bianchi facendo così perdere loro la patente di montanità.
Dal Piemonte alla Sicilia, si è levato un deciso “no” da parte di numerosi Enti declassati: attualmente oltre 170 hanno proposto ricorso al Tar lazio, molti dei quali attraverso il patrocinio gratuito concesso da Asmel. Con diversi altri che si preparano alla battaglia. Avendo al fianco solo Asmel: sul provvedimento c’è stato infatti il parere favorevole di Anci e Upi. Insomma, i temi sul tappeto sono molti, e il fronte dei Comuni “ex montani” sempre più vasto e battagliero. Un momento di confronto è già previsto a Napoli per il prossimo 29 maggio, in occasione del Forum delle Autonomie organizzato da Asmel.