CHI RESTA MONTANO: LA NUOVA MAPPA
CHI RESTA MONTANO: LA NUOVA MAPPA
CHI RESTA MONTANO: LA NUOVA MAPPA
Continuano le polemiche dei Sindaci sulla riforma dei Comuni montani proposta da Calderoli, portando il Ministro per gli Affari regionali ad annunciare la presentazione di unnuovo testo entro domani. Al momento, la riforma resta sospesa in unlimbo istituzionaledopo il mancato accordo in Conferenza Stato-Regioni della scorsa settimana, alimentando forti tensioni tra il Governo e gli amministratori locali. Il rischio concreto è che l'adozione di parametri rigidi, basati esclusivamente sualtimetria e pendenzaporti all'esclusione di oltre1.200 entisu scala nazionale, ignorando fattori determinanti come la marginalità socio-economica e la fragilità dei servizi. In questo scenario, laSardegnaemerge come la regione più penalizzata, seguita da Campania e Piemonte con oltre 100 enti declassati. Effetti importanti della riforma anche inPuglia quasi 50 enti considerati non più montani.
InSardegna, la nuova classificazione comporterebbe l'esclusione di161 Comuni, molti dei quali situati a oltre700 metri di altitudine. Comuni la cuifragilitàsi attesta intorno al10° decile(dato ISTAT) nel40% degli enti declassatie la maggioranza registra redditi pro capite medi di circa 16.225 euro. Casi limite comeNureci, Erula, Loculi e Ruinasperderebbero agevolazioni fondamentali nonostante redditi intorno ai 13mila euro. I Sindaci sardi, tra cuiSebastiano Antioco CongiudiOliena(comune che raggiunge i 1.463 metri), denunciano come nell'isola la montagna sia una "condizione di disagio" e non una rendita.Luca Corrias,Sindaco di Marrubiu, avverte inoltre che la perdita dello status imporrebbe il pagamento dell'Imu sui terreni agricoli, gravando su un'economia già depressa.
Anche laPugliaaffronta un rischio di "esclusione di massa", con il77% degli enti(47 su 61) destinato a uscire dall'elenco. Laprovincia di Foggia, in particolare, risulta l'area più colpita con26 comuni esclusi, caratterizzati da elevata vulnerabilità e redditi che, aCagnano VaranoeCarpino, scendono sotto i 14mila euro. IlSindaco diCarlantino,Graziano Coscia, sottolinea il paradosso di un comune a oltre 700 metri con fragilità al 9° decile che, perdendo lo status montano, subirebbe un duro colpo per i servizi scolastici e produttivi, accelerando lospopolamento. Per i primi cittadini pugliesi, la montanità è unacondizione di vita quotidianafatta di distanze e servizi ridotti che non può essere misurata semplicemente "con il righello".
SecondoGiovanni Caggiano, PresidenteAsmel, la questione andrebbe rivista affinché si preservi l’operatività dei territori e dei servizi. «La montagna non può essere misurata semplicemente con il righello» afferma «per questo ASMEL si sta adoperando con le altre associazioni per una revisione dei criteri che integri i dati territoriali con coesione sociale e reale fragilità dei Comuni. Solo un punto di equilibrio che tenga conto del calo demografico e delle difficoltà di accesso ai servizi potrà evitare che la riforma si trasformi in una “ferita profonda” per l’intero Paese, preservando l’identità di territori che rappresentano un presidio fondamentale per la nazione».